TAGLIO BASSO: "PERCHE' TI CHIAMANO MARIO"?
CENA ENZOD) Ciao a tutti; siamo oggi con Enzo Damian Cena, cui domandiamo: ma anche tu vieni da lontano?
R)  Si, da Pozo del Molle (deve essere in Veneto), provincia di Cordoba, Argentina. (ahhhhhh). Sono argentino Doc!

D) Come hai iniziato? Magari a Pozo c'erano solo canestri? (come a San Paulo de Cividat!)
R) Fuggivo di casa per seguire mio fratello grande che giocava e mi sono appassionato. Il suo allenatore (tal Cosme Morfez?) un giorno mi ha dato la palla e ha visto che anche ero portato. Ora lui ha smesso perché ha 31 anni. (chissà chi è quello bravo in famiglia!)

D) Quando hai contratto il Morbo di Naismith?
R) A 4 anni e son rimasto nelle giovanili del mio paese (8.500 anime!) fino a 16 anni. Poi sono andato a Cordoba a giocare nel Banco de Cordoba e subito dopo sono approdato in Italia.

D) Come mai proprio in Italia?
R) Montano (il procuratore) mi ha chiamato tramite un contatto italo/argentino già giocatore e poi suo talent-scout. Ovviamente l'opportunità della doppia cittadinanza (vale proprio tutto! Anche un bisnonno marchigiano) ha favorito l'operazione.

D) Prime esperienze italiche?
R) Ho completato la mia formazione cestistica italiana con due anni prima a Fabriano e dopo a Chieti, dove giocavo con doppio tesseramento nelle giovanili ed in prima squadra (chi vuole intendere intenda!). Ho proseguito a Canicatti in C/1 e Under 20, per poi stabilirmi tre anni a Bisceglie.

D) Che problemi hai con la lingua? Intendo il Sanseverese.
R) Nessuno. Il pugliese ormai lo capisco bene. Mi piacciono i dialetti, specialmente quelli del Sud ed il sanseverese è un dialetto "divertente".

D) Ed ora il domandone: ma perché ti chiamano Mario? Avrei capito John...
R) All'inizio, forse, non sapevano il mio nome e hanno cominciato a chiamarmi Mario ed io, quando mi chiamavano cosi, comunque mi giravo. (ragazzo educato!). Spero però di farmi apprezzare e ricordare con il mio vero nome.

D) Che ne pensi del tuo allenatore?
R) Coen è molto preparato, tra i migliori della B e ha ben figurato anche nella categoria superiore. Sta su tutti i dettagli e ha molta cura della difesa. A me piace difendere ed è forse per questo che mia ha voluto a San Severo.

D) Dici che ti ha voluto lui?
R) Credo di si. Il mio procuratore mi ha detto che San Severo mi cercava e che ad allenare la Cestistica ci sarebbe stato Coen. A quel punto ho deciso di venire (a prescindere!) e ho lasciato lui a definire i dettagli contrattuali.

D) E come piazza, cosa sapevi di San Severo?
R) Ho sempre sentito parlare della nostra città (ha detto NOSTRA!) come famosa per il pubblico e devo dire che la fama è ben meritata. E' una tifoseria che ti segue e ti "attiva".  Sono meridionale anche io e il calore del Sud mi fa sentire a mio agio. (Ora non resta che cambiare compagno di squadra a Tressette per riuscire a vincerne una!)

D) A bruciapelo: un pregio ed un difetto della squadra.
R) Il gruppo è il nostro punto di maggior forza e credo si veda anche dagli spalti. Dobbiamo migliorare ulteriormente la tempistica dei passaggi. A volte ancora tardiamo, seppur di poco, nel passare al meglio la palla; il basket è fatto di attimi quindi sono tutte occasioni perse o che costringono a soluzioni più complicate.

D) Ma ti riferisci all'esecuzione degli schemi?
R) No. "Siamo bene" sugli schemi specie in difesa ma a volte leggiamo con ritardo le situazioni di gioco. Quando leveremo quel mezzo secondo......

D) Pesanti le triple di domenica scorsa?
R) Abbiamo costruito dei tiri buoni. Io ho segnato ma è merito di tutta la squadra che ha girato per me. Erano tutte soluzioni pulite e ben costruite quindi le dovevo proprio prendere (Si chiama fiducia ben riposta!). 

D) Che te ne sembra delle difese di Coen?  
R) Noi sappiamo tutti quello che lui chiede in difesa: "soltanto" il massimo impegno. Personalmente mi piace più difendere che attaccare (non si direbbe ...). La difesa è per l'80% voglia e il restante tecnica. Sono convinto che il punto di partenza per affrontare bene ogni partita sia cercare sempre di difendere al meglio.

D) Spendiamo ora due parole sulla società. Da giocatore la consiglieresti ai tuoi colleghi?
R) Certo. Ho avuto conferma delle voci che girano adesso sulla Cestistica come di una società seria e concreta, sempre molto vicina ai suoi giocatori specie a chi è lontano da casa. Ci sono tante persone nello staff logistico e abbiamo sempre trovato risposte celeri alla nostre esigenze. (mancan solo le donnine!)

D) Come passi il tempo libero?
R) Frequento un corso di inglese assieme ad Antonello Ricci e Leo Ciribeni, mi piace e sarà utile per il futuro (in NBa?). Poi amo il calcio e seguo il Boca Junior. Se capita la partitella gioco in attacco e non disdegno il tennis.

D) Sappiamo della tua passione per la carne. Parlaci dei tuoi gusti alimentari.
R) Ho assaggiato i torcinelli, sono una cosa grande, sono buonissimi. Me ne intendo di carne e anche qui a San Severo ho due griglie (allora si deve "ATTREZZARE"). Già conosco le orecchiette che sono tipiche di tutta la Puglia ma devo provare quelle locali fatte in casa (avviso ai naviganti: idea regalo per Natale). Quando posso accompagno il cibo con la birra, che preferisco al vino. (dobbiamo fargli cambiare idea). 

D) Per salutarci cosa vuoi chiedere ai tifosi e come credi chiuderemo la stagione.
R) Sarebbe carino se tra le tante bandiere giallo/nere ce ne fosse anche una biancazzurra (dell'Argentina beninteso!). Se poi fosse del Boca sarebbe il massimo. Sinceramente con la squadra che abbiamo potremmo arrivare tra i primi quattro, se tutto andrà bene; la stagione è ancora lunga, ma sarebbe una bella soddisfazione personale, di gruppo e per la società.

La rubrica si prenderà qualche giorno di ferie per dedicarsi ai tanti doveri del periodo: pranzi, cene, vigilie, serate.
Ritorneremo con l'intervista a Leonardo Ciribeni ma solo dopo le festività. Non aspettateci prima.

Un saluto ed un augurio di buone e serene festività a tutti i nostri lettori.

San Severo, 18 Dicembre 2015

A cura di Pippo Mimmo

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