Taglio basso, quattro chiacchiere con... Giorgio Rosito

TAGLIO BASSO: UN FEDELISSIMO
Giorgio Rosito
D)Ciao Giorgio, cominciamo con i tuoi esordi da giocatore.
R) Ciao a tutti. La mia storia sportiva è quella un po' di tutti i "ragazzi alti" di qualche generazione addietro. (insomma... è un ragazzone datato!). Sono il più alto di una famiglia di persone alte ma, vivendo a San Paolo di Civitate, dove non esisteva una società cestistica e neanche i canestri, praticavo tutti gli altri sport meno che il Basket. Durante le scuole medie vengo notato dal professore Matarante, che contatta il suo collega Prof. Di Bari, allora dirigente del settore giovanile della Cestistica (udite udite!) e faccio un provino con Morfeo. Mi son bastati due/tre allenamenti per innamorarmi della Pallacanestro.

D) E le prime esperienze giovanili?
Già a 15 anni venni convocato in prima squadra accanto a persone del calibro di Gianni D'Orsi e Sandro Raida; guidati da Vanni Cassese quell'anno arrivammo al passaggio in Serie B. Ho poi continuato altri 4 anni, partecipando sia alla finale con Scauri che alla triste retrocessione in C con Benatti. Quell'anno fu terribile perchè scesero ben 4 squadre e noi,squadra giovanissima, pagammo la nostra inesperienza.

D) Poi sei espatriato. Era il periodo in cui San Severo "addirittura" esportava  giocatori di qualità?
Giusto. La mia prima meta è stata Campobasso, cui è seguito un bel periodo ad Imola e nella vicina Medicina. Poi andai ad Urbino per poter conciliare lo sport con gli studi Isef. (Chi sa cosa sia l'Isef: è vecchiotto!)

D) E quando hai iniziato ad indossare la seconda veste?
R) Fidenza 1989.Con gli Aquilotti vincemmo la finale provinciale. Anche a Imola ho continuato ad abbinare la pratica agonistica e di panchina, superando l'esame di Tecnico di Base. Idem a Foggia e Bisceglie.
Nel 92/93 con Michele Checola e Sandro Raida abbiamo deciso di aprire una società cestistica a San Paolo, proprio per riempire quel vuoto della mia fanciullezza.  

D) Scarpe appese al chiodo e lavagnetta in mano alla veneranda età di...
R) ...40 anni. La mia prima esperienza da capo allenatore in C2 con la Virtus Termoli fu abbastanza strana. A 4 giornate dalla fine, terzi in classifica con 21 vinte e 5 perse, di cui tre fuori casa, venni esonerato per motivi ancora ignoti. Per fortuna a ridarmi fiducia nel buon basket arrivò la B con la Cestistica di Mazzeo al fianco di Piero prima e di Franco Ciani poi. Ottime esperienze.

D ) Ma quindi quante volte con la Cestistica?
R) Giovanili, prima squadra, ritorno in prima  squadra, prima esperienza come assistente e con quest'anno siamo a 5, per una buona ventina di anni. (Recidivo!!!) Sono molto legato ai nostri colori.  Mi hanno sempre portato bene anche fuori. E' stata una sensazione confortante ritrovare il Giallo/Nero anche ad Imola, che rappresenta l'altra grande mia esperienza cestistica.

D) Parlaci della tua settimana tipo.
R) Oltre alla presenza in campo durante gli allenamenti ho la mansione delle analisi video. Il Lunedi visiono la nostra partita appena giocata (ma non su 99Tv TeleRadioSanSevero) e quella della prossima nostra avversaria. Martedi e mercoledi approfondisco e predispongo dei report utili agli allenamenti. Venerdi sono già al lavoro per la sfida della settimana ancora seguente. Si lavora su 15 giorni per avere una pianificazione ottimale.

D) Prendo spunto dalle tue parole sulla San Paolo della tua giovinezza: come vedi in movimento cestistico in Capitanata, specie nelle piccole piazze?
R) In primis l'estensione e tortuosità del nostro territorio non facilita la nascita e lo sviluppo delle aree "periferiche". Ciononostante negli anni scorsi son nate tante piccole realtà che però non hanno ancora apprezzato l'importanza della cooperazione e dell'aggregazione, anche temporanea, per obiettivi. Eppure quando ci si mette insieme si raggiungono bei risultati. Vedi esperienza della squadra "provinciale" affidata a Gigi Marinelli, che arrivò alle Nazionali e permise a diversi giovani di accreditarsi in squadre importanti.

D) Da ieri ad oggi. Che ne pensi della nuova o meglio della rinnovata attenzione verso il vivaio?
R) Sono molto contento di poter rivedere un vivaio in giallonero. Quello della Cestistica è un progetto valido e ben strutturato per logistica, gestione e impianti. Ci siamo scrollati di dosso quell'inutile campanilismo pieno di pregiudizi e, anzi, ci sentiamo in dovere di concretizzare anche eventi non solo agonistici (vedi clinic per allenatori), nella speranza di stimolare la crescita ulteriore di piazze, come per esempio Manfredonia e Vieste, già molto attive.

D) Come vedi il tuo futuro lavorativo. Basket esclusivo o riempitivo?
R) Il periodo non è dei migliori (a livello generale) ma per il futuro sembra ci sia qualche barlume e buone prospettive (a livello personale). Quei due anni neri passati con la precedente gestione hanno fatto molto male a tutto l'ambiente e, in particolare, a chi ha lavorato senza ottenere la paga concordata. Nel  caso specifico mi hanno costretto a trovare strade alternative e sostitutive non solo nel periodo estivo rallentando diversi progetti di vita. Mi farebbe piacere vivere di basket al 100% ed è per questo che a breve riproverò l'esame per allenatore nazionale, che ho tenuto un po in frigo proprio per carenza economica.

D) Andiamo sul personale? Piatto e vino preferito.
R) Sono amante della pasta, del pane e dei sui derivati. Ho inoltre la fortuna di avere una moglie di origine brindisina ma che ora vive a Casalbordino. Insomma posso apprezzare la summa della cucina adriatica, passando dal crudo marinaro che arriva dai miei suoceri alle leccornie daune e abbruzzesi della mia famiglia e della mia consorte. Ovunque vada, posso gustare ottima pasta fatta in casa. Del resto mangio e non ingrasso e questo se prima era un problema, ricordo che ero magrissimo e alla Cestistica come prima consegna mi fecero fare una dieta ipercalorica, ora è un notevole vantaggio. (Grrrrrr, quanta invidia!!!).
Il vino? Basta che sia buono!

D) La prassi vuole che ci salutiamo con un invito ed un pronostico.
R) Piuttosto vorrei ringraziare il nostro pubblico, è di categoria superiore. Lo apprezzo dai tempi del palazzetto di Via Marconi e davvero lo sento come il sesto uomo in campo. E' una marcia in più che la Cestistica ha come sua caratteristica da sempre e che rende i giocatori orgogliosi di indossarne la casacca giallonera. E che dire della fiumana di gente che ci segue alle trasferte e che lascia gli avversari allibiti!? Personalmente poi ho avuto modo di stringere tante care e buone amicizie e, quindi, non mi sento di poter chiedere di più, sapendo che questa passione non scemerà mai. Grazie!
Da ultimo, pronostico di arrivare ai play off in buona posizione, per giocarci quella lotteria il più possibile in casa!
SEMEL BASKET , SEMPER BASKET.

San Severo, 11 Dicembre 2015

A cura di Pippo Mimmo

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