QUARISA VS CAMPLIBentrovati, eccoci con Andrea QUARISA figlio d'arte.


D) Ciao Andrea, cominciamo alla maniera di Benigni e Troisi: "chi sei, da dove vieni... 1 fiorino!"
R) Sono nato a Venezia (Venezia Venezia? SI!) il 19/04/1992, quindi sono Ariete per 2 giorni. In famiglia sia mio papà che mia mamma giocavano a Basket quindi non ho deciso che sport praticare... mi ci hanno portato. Ricordo anzi che al termine del primo allenamento dissi a casa che la Pallacanestro non faceva per me; ma la pazienza e determinazione di Fabio (il primo allenatore non si scorda mai!) alla fine l'hanno spuntata sul calcio, dove con la mia altezza avrei potuto solo fare il portiere (ricorda qualcuno?). Del resto con i miei 204 cm sono il più alto di tutti i parenti.

D) Ti abbiamo visto palleggiare e muoverti in velocità. Cresciuto tardivo?
R) Ho cominciato a giocare davvero in tenera età, neanche 4 anni e sono "esploso" nell'estate dei miei 12 anni in cui presi 12 centimetri. Mi ricordo il dolore alle giunture che non facevano in tempo ad adattarsi alle nuove misure ossee. La dimestichezza con la palla l'avevo quindi già acquisita e continuo ad allenarla anche ora, a crescita terminata!

D) Prime esperienze veneziane e poi? Da quando sei professionista?
R) A Venezia ho giocato davvero poco. A 12 anni ero già a Treviso nelle giovanili della Benetton, dove ho terminato l'iter Juniores. A 19 anni ho iniziato la carriera "seria", come pivot titolare a Latina e siamo arrivati ai play off. Poi Agrigernto, Casal Pusterlengo, Cento ed oggi San Severo. (abbiamo un altro globe trotter!)

D) Di basket si può campare se...
R) Non voglio dire banalità ma si può vivere di Basket solo se ci metti tutto te stesso. Io ci sto provando e cerco di ragionare per step. Per ora sto bene cosi e mi piace il percorso che ho effettuato. Sicuramente voglio continuare a campare di Basket, anche dopo la carriera atletica e rimanere in questo ambiente spettacolare pieno di belle persone. Si creano rapporti di amicizia che superano l'ambito sportivo e ti riempiono la vita. E' bello avere amici anche come avversari in campo. Se ci si rispetta tutto rimane entro i 40 minuti. Per esempio ho una profonda amicizia con Di Trani (uhm... e proprio lui dovevi tirar fuori!) e dopo la partita, seppur fossi molto incaz... cioè dispiaciuto è stato consolante scambiare due chiacchiere con lui.

D) Dalla laguna alla pianura? Come ti trovi? Come ti hanno referenziato la piazza?
R) Manca l'acqua ma per il resto mi trovo benissimo. San Severo vive di pallacanestro ed è una città passionale, come me. Tutti mi hanno detto che qui avrei trovato tanto calore e pressioni, positive sia chiaro. Fa molto piacere sentire tutto questo interesse e ricevere attenzioni inaspettate. Io sono molto adattabile ma qui ho faticato poco a sentirmi ben presto a mio agio. Merito della società, così ben organizzata e dei tanti tifosi che vengono anche agli allenamenti. Il palazzetto è davvero vissuto come in altri pochissimi posti.

D) Che ne pensi della squadra? Qual'è la vostra caratteristica comune e il vostro difetto da correggere?
R) Siamo tutti ragazzi in gamba e non lo dico per dire. Abbiamo una gran voglia di dimostrare la nostra passione sportiva e credo che questo già sia visibile in campo. Siamo un gruppo in cui si parla e ci si confronta molto. Per dire: io e Mathias continuiamo a parlare di movimenti e schemi anche in auto mentre lo accompagno, perché vogliamo migliorare la nostra intesa di gioco, così utile a tutta la squadra (l'asse play pivot, do you know?). Dobbiamo "peggiorare" sul cinismo, imparare a togliere il fiato e chiudere le partite quando possibile, senza permettere agli avversari di riprendersi. Killer instinct come here!

D) Di Coen che mi dici?
R) Abbiamo un ottimo rapporto di fiducia basato sulla trasparenza. Ad entrambi piace dire le cose in faccia senza mezzi termini. Piero è un gran motivatore e, conoscendo il mio caratterino, apprezzo la sua capacità di sapermi prendere con il piglio giusto per riportarmi mentalmente in campo se mi vede meno concentrato del necessario.

D) Hai una pagina Facebook dedicata? Te lo aspettavi un Quarisa FanClub?
E' bellissimo sentire l'affetto dei tifosi ed essere salutato o addirittura fermato per strada. Sarà merito anche di quel Pino Pistillo (mai a farsi i fatti suoi!) che mi ha dipinto "top player" di tutto il campionato. Per quanto riguarda il Fan Club su FaceBook devo però dire che inizialmente ero preoccupato, non sapendo chi lo ha aperto e come lo avrebbero amministrato. Sono lusingato e sarei felice di scambiare due chiacchiere con l'autore o gli autori (uscite allo scoperto, niente carboneria!). 

D) Oroscopo: salute ok; lavoro ok; amore?
R) Il sottoscritto è SINGLE.

D) Sei veneto... quindi astemio? Vuoi abbinare un tuo vino ad un nostro piatto?
R) Confermo il luogo comune. Ovviamente sempre senza esagerare ma devo dire che io e i miei amici, i FIOI DEA RODA, apprezziamo molto il prosecco e lo spritz. E' la scusa per poter stare insieme e scherzare, specie ora che sono lontano (Evviva il tour dei bacari!). Per l'abbinamento mi riservo la risposta a fine campionato, ho ancora tanto da imparare anzi, meglio, da... mangiare!

D) Salutiamoci, come di consueto, con un tuo "appello alla cittadinanza"
R) Ringrazio i tifosi che creano una cornice di pubblico cosi importante e stimolante. Ecco, mi auguro che tanto affetto e simpatia possano durare e crescere ulteriormente nel tempo. 
Senza voler fare il menagramo, spero che calore e vicinanza rimangano anche se ci dovessero essere dei momenti critici. Per noi giocatori una consolante pacca su spalla vale forse più di tanti applausi.

Mork chiude
NANO - NANO

San Severo, 5 Novembre 2015

A cura di Pippo Mimmo

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