Taglio basso, quattro chiacchiere con Roberto De Florio

de florioBuon pomeriggio a tutti,
oggi sono con ROBERTO DE FLORIO, che quest'anno riveste anzi ri-ri-riveste i panni della Cestistica come Assistant Coach.

D) Cominciamo dagli albori della tua carriera, intrapresa quando ancora non esisteva il tiro da tre punti.
R) Vero, ho cominciato diversi lustri addietro come giocatore e, prima che me lo dica tu, (sgamato!!!) ho ben presto capito che per avere maggiori soddisfazioni nel  mondo meraviglioso del Basket, dovevo dirigere la mia passione verso un altra attività. Per fortuna anche da giocatore non disdegnavo di dare una mano in panchina, specie con le giovani leve e quindi ho facilmente cambiato rotta.

D) Sei in attività da un quarto di secolo. Tra le tante che hai passato, raccontaci qualche tappa indimenticabile e magari qualche altra da rimuovere.
R) Ho iniziato già a 18 anni, con l'allora Basket Torremaggiore. Terminati gli studi a 23 anni, rientrato a casa, ho avuto il mio primo incarico con una squadra senior ma sempre accompagnando anche gli juniores.
Indimenticabile la prima volta, la più importante per me, come Capo Allenatore della Cestistica, con un attivissimo Damone come dirigente e tutti giocatori locali. Arrivammo alla finale con Scafati senza perdere mai in casa. Andò a finire, come insegna la Cabala, che una ne perdemmo, quella per accedere in serie B.  Altro bel ricordo è la stagione 2009/2010  che terminò in finale con la corazzata del Martina Franca di Bray.
Vorrei invece dimenticare la più recente esperienza a Termoli dove, seppur con un roster di tutto riguardo, ho lavorato male perchè la società aveva obiettivi poco definiti (poche idee ma ben confuse! Memento).

D) Ti sei fatto la nomea di outsider di razza, capace di portare le tue squadre sempre a risultati superiori alle aspettative. Pozioni magiche? Palla di vetro o...
R) ... tanto lavoro. Sono meticoloso e amo lavorare con costanza assieme a tutti i giocatori. Il nostro è uno sport di squadra nella sua migliore accezione. Per avere buoni risultati la crescita agonistica deve essere complessiva, si deve lavorare tutti e bene insieme. In tal modo ottengo sempre ottimi ritorni, specie a fine campionato, come è capitato per esempio in serie C a Foggia, dove arrivammo ai play off cosi tonici e ben amalgamati da stravolgere tutti i pronostici.

D) Siete un bel team di allenatori, quest'anno in panchina. Quali ingranaggi sono ancora da oliare?
R) Nessuno. Già abbiamo trovato le giuste dinamiche. Piero Coen organizza il lavoro e decide la struttura degli allenamenti. Ammiro la sua meticolosità (ndr... e altri aggettivi a scelta libera). E' un grande motivatore sempre attentissimo ad ogni particolare. Giorgio Rosito è molto abile nel settore video e fornisce  un valido apporto per la preparazione della gara e la conoscenza degli avversari di turno. Cura molto seriamente questo settore di lavoro fondamentale seppur poco noto. A me viene chiesto di essere una sorta di "contraltare" tecnico/tattico. Sono onorato della considerazione e della fiducia ricevuta da Piero, con il quale il confronto è sempre sereno e proficuo anche nei concitati momenti della partita.

D) Sei un bravo professore e un valido allenatore. Quale il mestiere e quale il passatempo di lusso?
R) Il dubbio me lo porto ancora dietro e ho dovuto fare sempre scelte complesse da gestire. Ho però preferito mantenere i piedi per terra, cercando di barcamenarmi tra i due ambiti. Quella chè può sembrare una decisione di comodo in realtà è stata fonte, a volte, di sacrifici doppi, necessari per seguire l'amore per il basket senza tralasciare gli obblighi professionali (ricordiamo nel 2011 il campo inagibile del Lucera in serie C che costrinse la squadra a giocare ed allenarsi a Trinitapoli). C'è un punto di unione: alunni e giocatori impegnano tanto e  per seguirti pretendono serietà e presenza.

D) Hai allenato prime squadre, giovanili e persino femminile. Sono tre sport diversi?
R) Ma no (però sorride!!!). Lo sport è lo stesso, diciamo che i sistemi da applicare son diversi. Va da sè che nelle giovanili devi dare priorità assoluta ai fondamentali (sante parole!) mentre nelle squadre agonistiche deve emergere tatticismo e strategia. Nella femminile poi devi essere paziente (molto paziente!) ma la serie B a Campobasso e le giovanili in rosa di Torremaggiore sono tra le esperienze che mi hanno arrichito di più. Le ragazze hanno un carattere tosto e sono ligie al dettato.  Ho vinto più partite sul finale con loro che con i maschi perchè le donne hanno sempre eseguito alla perfezione lo schema prospettato.

D) Esistono i campanili anche nel basket. Che possiamo fare per farli suonare all'unisono ?
R) Questa società sta facendo passi importanti sul versante del coinvolgimento per riunificare e potenziare il movimento cestistico, magari non solo sanseverese. Si deve costruire e perseguire un progetto coerente con persone credibili. Se potrà continuare a lavorare serenamente e attirare sempre maggiori risorse, nel giro anche di soli due/tre anni avremo grandi soddisfazioni (e mi auguro che Roberto resti sempre parte del progetto!).

D) Fil rouge: entriamo nel personale. Mirinello o limoncino? Arrosto o verdurine? Letture e film preferiti?
R) Il mio DNA torremaggiorese impone che dica MIRINELLO. Quanto al cibo, direi che le verdure stanno bene per accompagnare un buon arrosto. Per la lettura ti dico che ai libri preferisco le riviste specializzate, anche di ambiti diversi da quello professionale e sportivo, tipo economia e tecnologia.  Purtoppo i libri richiedono una disponibilità di tempo che mi difetta, motivo per cui vedo anche poca tv; ma a un buon film d'azione non rinuncio.

D) Domanda della staffa: se potessi tornare indietro? Hai un sogno nel cassetto?
R) Nella mia vita ho pochi rammarichi e quello di non aver scelto una strada univoca è un fardello leggero che posso portare ancora avanti per un bel pò, specie se lo rapporto alle soddisfazioni ottenute .

Ma le squadre migliori sono quelle che devi ancora allenare e le soddisfazioni migliori son quelle che devi ancora raggiungere...quindi sogno di vincere un campionato!

Sursum corda!

San Severo, 23 Ottobre 2015

A cura di Pippo Mimmo

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